Gennaio

Epifania e nascita della “Pasquella”

Nelle religioni pre-cristiane ed in quella Celtica, l’Epifania era il giorno in cui terminavano le dodici notti, che consentivano all’anno di entrare nel periodo successivo al solstizio invernale. Questi giorni, fuori dal tempo, erano considerati dalla popolazione il momento in cui i morti potessero ritornare sulla terra. Si credeva infatti che i propri avi portassero i loro auspici per un raccolto abbondante; motivo per cui, la sera della vigilia, tutti i giovani del paese, travestiti, andavano a bussare di porta in porta, porgendo i migliori auguri.
Guai invece a chi avesse udito i “discorsi degli animali”! Proprio quella notte, in grado di parlare, avrebbero portato grande sfortuna a tutti coloro che li avessero uditi.

La Pasquella

Il giorno dell’Epifania (6 gennaio), momento in cui terminano i dodici giorni di passaggio da un anno all’altro, si avverte la necessità di propiziarsi quello nascente. Il canto di augurio dei “Pasquaroli” rivela questo bisogno. La notte della vigilia, uomini e ragazzi, spesso mascherati da Befana o Re Magi, portano per le vie dei paesi romagnoli il loro canto augurale di salute e benessere, con l’accompagnamento di strumenti musicali (organetto, cembalo e triangolo), ricevendo in cambio piccole offerte di denaro, cibo e vino. Tutti i doni a loro riservati, sono simbolicamente rivolti alle divinità da loro impersonate (numi di fertilità e benessere), che garantiranno la loro protezione nell’anno nascente.


I giorni della merla (29 – 30 -31 gennaio e 1 -2 -3 febbraio)

Sono ritenute le giornate più rigide dell’anno.

Un’antica leggenda popolare racconta che un tempo, nel mese di gennaio, una merla dalle candide piume, intimorita dal freddo pungente, stava al caldo nel suo nido. Ingannata però da qualche raggio di sole, verso la fine del mese uscì, ma il rigido Gennaio la indusse a cercare rifugio all’interno di un camino. Fu salva, ma da quel momento le sue candide piume, a causa della fuliggine, divennero nere per sempre.

in parte liberamente tratto da www.piadinaonline.com "Calendario Romagnolo".