Guido Cagnacci

E’ uno dei grandi pittori del Seicento, definito da Monsignor Giacomo Villani “pittore di felice ingegno, ma d’infelice fortuna”.

Guido Cagnacci Guido Cagnacci

Nato a Santarcangelo nel 1601 da una famiglia di mercanti, compì studi pittorici a Bologna e a Roma, grandi capitali dell’arte europea. Ebbe numerose commissioni dalle principali chiese di Rimini, grazie all’indiscusso fascino delle sue opere, intrise di naturalismo e di sentimento. Si macchiò però della “terribile colpa” di innamorarsi di una ricca contessa, alquanto chiacchierata (Teodora Stivivi vedova Battaglini) e cercò di fuggire con lei dopo aver segretamente stretto un patto di nozze. La fuga venne sventata: non era ammissibile che nobili e plebei potessero unirsi. Cagnacci, ormai perseguitato e abbandonato dal clero, fu costretto a cercare lavoro altrove.
Inizialmente visse tra Santarcangelo e Cesena. Si unì, senza contrarre matrimonio, ad una giovane modella, costretta dall’artista a travestirsi da ragazzo per non suscitare sospetti: Cagnacci rivendicava ancora i suoi diritti sulla cospicua dote della contessa.

Continuando però pettegolezzi e maldicenze nei suoi confronti, si trasferì inizialmente a Forlì, poi a Faenza, Bologna ed infine, sotto falso nome, a Venezia, dove rimase per dieci anni. Qui abbandonò definitivamente le committenze ecclesiastiche e si dedicò alla realizzazione di opere raffiguranti donne in abiti succinti, Cleopatra, Maddalena e varie Allegorie, commissionate da privati.

L’ottima fama raggiunta dall’artista, portò l’imperatore Leopoldo I ad ospitarlo presso la sua corte a Vienna, presso la quale però morì dopo pochi anni, nel 1663.

Santarcangelo custodisce due capolavori dell’artista: la pala con Gesù Bambino, S. Giuseppe e S. Eligio firmata e datata 1635 conservata nella Chiesa Collegiata e la Madonna col Bambino concessa da Luigi Koelliker al Museo Storico Archeologico (MUSAS) della città.

Per ulteriori informazioni: www.guidocagnacci.it